23/01/2026

Fabio Mattis, il nerd

Picture of Fabio Mattis
Fabio Mattis

Nella vita ci sono momenti in cui ti fermi un attimo, ti guardi indietro e cerchi di capire dove sei arrivato. Io sono sempre stato così, inquieto, curioso, con quella voglia di migliorarmi, di guardarmi intorno, di trovare un modo per essere utile agli altri.

La mia storia lavorativa è iniziata nel 2001. Era un’estate strana, subito dopo la maturità, di quelle in cui hai tante domande e poche risposte. Avevo rifiutato un paio di lavoretti—agente immobiliare, assicuratore—perché non mi ci vedevo. Sentivo che c’era qualcos’altro per me, qualcosa che mi facesse alzare la mattina con il desiderio di scoprire cose nuove.

Avevo una conoscenza di base di informatica, niente di eccezionale, ma abbastanza per incuriosirmi. Così mi sono iscritto a un corso regionale per diventare quello che una volta era comunemente detto webmaster. L’ho superato senza troppi problemi e da lì è iniziata una passione: la programmazione. Negli anni seguenti approfondii la materia realizzando siti che adesso farebbero impallidire i migliori cms sul mercato.

Erano anni incredibili. Scovavi script in angoli sperduti del web, nei forum dove pochi osavano avventurarsi. Quando riuscivi a far funzionare qualcosa, ti sentivi un piccolo genio, come un hacker russo sotto copertura. Ti veniva quasi voglia di tatuarti il codice sulla pelle, come fosse un pezzo di te.

Poi, come spesso accade, la vita mi ha portato altrove. Ho iniziato a insegnare, a creare strategie digitali, a esplorare altre strade. La programmazione, pian piano, è finita in secondo piano. Eppure, anche quando sembrava lontana, sapevo che prima o poi sarebbe tornata a cercarmi.

Negli ultimi anni ho rallentato su questo fronte, ma ultimamente quella scintilla è tornata a brillare. Mi manca scrivere codice, capire le cose dall’interno. Forse perché credo che anche il mondo sia un po’ come un codice informatico, magari non lettere e numeri, ma con forme ed emozioni.

Insomma, sta riaffiorando il Fabio Mattis Nerd, nel senso buono del termine, perché ormai come definizione è stra-sdoganata, ma come quello che vuole capire le cose perché è appassionato.

Nel 2018 ho anche dedicato una puntata del mio podcast a questo. Se ti va di ascoltarla, la trovi qui sotto.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti

I cicli di We are the Net

I cicli di We are the Net

Il podcast ha continuato a muoversi lungo la sua linea editoriale: leggere l’attualità, il digitale e la società come reti

Dicembre 29, 2025
Chiacchierata con Serena Alaimo, doula del passaggio

Chiacchierata con Serena Alaimo, doula del passaggio

Serena Alaimo è una Doula di Anima e custode dei riti di passaggio. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra saperi

Dicembre 20, 2025
Disney investe un miliardo in OpenAI: perché questo accordo può cambiare l’intrattenimento

Disney investe un miliardo in OpenAI: perché questo accordo può

Un secolo fa Disney ha reinventato l’animazione. Oggi prova a reinventare la partecipazione. E, piaccia o no, questo accordo segna

Dicembre 12, 2025
Chatbot affettivi: panoramica e casi d’uso

Chatbot affettivi: panoramica e casi d’uso

Negli ultimi anni sono emersi numerosi chatbot progettati non solo per scopi informativi o ludici, ma anche per offrire compagnia affettiva o

Dicembre 11, 2025
La famiglia del bosco e le scelte

La famiglia del bosco e le scelte

A volte si fanno scelte impopolari, ma non per questo ben ponderate. La società spesso non lo capisce

Novembre 24, 2025
Il valore delle cose – con Anita Woodspell

Il valore delle cose – con Anita Woodspell

Oggi puntata video di We are the Net in compagnia di Anita Woodspell (cioè Anita Cordasco). Parleremo di artigianato, talismani,

Novembre 21, 2025