Una data cerchiata sul calendario
Una data che mi ero cerchiato sul calendario dalla scorsa estate. Da quando ho iniziato a riprogettare il mio brand: non più solo Fabio Mattis, ma FABIO MATTIS – MATERIE DIGITALI.
In realtà la prima idea era di chiamarla FABIO MATTIS e la PICCOLA SCUOLA DI MATERIE DIGITALI, ma mi faceva un po’ troppo un incrocio tra un titolo alla Lina Wertmüller e un’avventura di Topolino, e non mi sembrava il caso di scomodare mostri (meravigliosi) sacri.
Il taccuino del 20 luglio 2025
Il 20 luglio 2025 scrivevo sul mio taccuino le peculiarità del mio brand:
Formazione: finanziata e libera
Produzione: siti web, contenuti, web app
Comunicazione: contenuti
E tra gli asset:
Computer
Franco (il gestionale che ho lanciato in questi giorni)
Sito web (fabiomattis.com)
Ufficio
E come mi definivo?
Digital guide
Web designer
Programmatore
Formatore (Excel, AI, Comunicazione)
Cosa rimane dopo 9 mesi
Il mio payoff è Formazione, Comunicazione e Organizzazione tramite strumenti digitali. Dove per formazione intendo non solo i corsi di Excel o Comunicazione Web, ma anche l’affiancamento ai clienti. Comunicazione è tutta la produzione e la sponsorizzazione che si può creare in campagne online, mentre l’organizzazione è la parte dedicata allo sviluppo del mio gestionale/prodotto Franco — e dei franchini che stanno nascendo.
Per quanto riguarda gli asset, i computer ci sono, il mio personale Franco è operativo, il sito è stato rinnovato. Ma manca ancora una cosa: l’ufficio.
La casa di Materie Digitali
Ed è proprio qui che arriviamo ad aprile 2026, perché questo è il mese in cui comincio i lavori per il nuovo ufficio, per dare una casa a Materie Digitali. In un momento in cui tutto è liquido, tutto è a distanza, tutto è virtuale, con all’orizzonte nuovi lockdown energetici, sento il bisogno di un luogo fisico — che non sia casa mia — dove accogliere i clienti, far partire nuove collaborazioni, consolidare le attuali, e far respirare un po’ di quell’aria che una persona, qualche tempo fa, definì Luna Park Fabio Mattis.
Un ritorno a casa, in tanti sensi.
Sommariva Bosco
L’ufficio sarà a Sommariva Bosco, il paesello dove ho vissuto fino a sedici anni fa. In realtà avevo già un ufficio lì, ma con il mio trasferimento per motivi familiari (aaahhhh l’amour…) lo abbandonai, e adesso non sarebbe più praticabile.
Ho trovato però un altro spazio, anche migliore del precedente, con la possibilità di espandermi nel tempo. Il progetto è avere per ora il mio ufficio, poi una sala riunioni, poi una sala di posa, e chissà cos’altro.
Perché “ritorno a casa”
Torno vicino alla casa dove sono cresciuto? No, per niente. Da molti anni mi sento saviglianese, e la mia famiglia ha ritmi e occasioni sociali che altrove non troverebbe.
Per casa intendo altro: in questi anni ho navigato in lungo e largo le molteplici vie che si intrecciano con il mio lavoro. Ho lavorato come programmatore, grafico, web designer, digital guide, formatore, social media strategist, podcaster (in proprio e non), presentatore, venditore, designer — e chissà cos’altro mi sto dimenticando.
Tutte attività che ho esplorato e che mi hanno portato a capire le connessioni. Che sì, è normale e giusto essere verticali, ma una conoscenza diffusa — oserei dire olistica — delle materie messe in campo è nel 2026 un unicum da giocarsi sul mercato tecnologico e comunicativo.
Per questo parlo di un ritorno a casa: mi sento come quei viaggiatori ottocenteschi che, dopo aver girato il mondo ed esplorato luoghi esotici, tornano carichi di sapere e di connessioni privilegiate — per non disperdere tutto il know-how che ancora deve venire..


