Oggi è il 02 gennaio 2026, giorno in cui la tradizione fa risalire la fondazione di MATERIE DIGITALI, il brand che ha sconvolto il mondo della tecnologia e della comunicazione. Dopo nulla è stato come prima.
Ok… qualcuno mi potrebbe obiettare due cose
- Non può nascere una tradizione nel presente… ma nel momento in cui leggi, questo scritto è stato concepito nel passato e chi sono io per distruggere l’ennesima tradizione?
- Ma se Materie Digitali nasce oggi, come può aver sconvolto il mondo della tecnologia e della comunicazione? Amicə miə, ma io qui voglio ragionare di Vision, di come vedo il mio brand tra 5 o 10 anni!
E quindi lo scrivo adesso perché oltre al pubblico, agli avventori e a chi già mi conosce, lo voglio annunciare all’Universo, alla Forza, al Tao.
Perché quest’anno, come non mai, ho le idee chiare su cosa voglio fare.
Ma per raccontarvi davvero chi sono dobbiamo fare un salto temporale di più di vent’anni. Già perché prima del 2000, quando avevo 20 anni le mie uniche esperienze tecnologiche si limitavano a qualche ora di informatica racimolata a ragioneria a Bra. Poca roba, il mio top era stato creare un programma in Turbo Pascal prima e Cobol poi per il calcolo dei voti del Fantacalcio. Poi arrivò la leva, anzi il servizio civile. Mi arrivò all’orecchio l’occasione di farlo per i Salesiani che lì si stava tranquilli e si lavorava poco (spoiler, è stato esattamente il contrario), quindi andai a degli incontri a Torino e passando davanti ad una libreria, una giovane bionda con generosi argomenti mi fermò per spiegarmi come fosse conveniente sottoscrivere un abbonamento per ricevere mensilmente dei libri di una famosa catena.
O almeno questo è quello che ho ricostruito nella mia mente nei mesi successivi, perché in quel momento come un Genio delle Tartarughe (maestro Muten) qualunque avevo gli occhi a cuore e firmai il mio patto col diavolo.
Il primo libro che ordinai era un manuale per realizzare un sito web. In quella lontana estate del 2001, estate sabbatica la definirei, imparai le basi per farmi un rudimentale sito, ma non sapevo ancora come andare on-line o farmi conoscere. Non sapevo ancora di volere una Partita Iva.
Quello lo imparai mesi dopo, dopo un corso professionale come Tecnico per la realizzazione di siti web, passato incredibilmente con una valutazione di 99/100 (io a scuola facevo decisamente schifo).
Da lì è partita la mia avventura!
Nel frattempo disdettai anche l’abbonamento ai libri, eh eh!
Iniziai così un percorso sia di creazione di siti web, che di programmazione e già nel 2003 tornai in aula, ma non dalla parte di discente, ma di quello di formatore. Un’azienda con cui collaboravo all’epoca mi costrinse, mi incentivò a tenere dei corsi sul pacchetto Office che già all’epoca usavo quotidianamente.
Verso il 2007 la mia carriera era già ben definita, ma nel frattempo mi trovai a collaborare con una compagnia teatrale. Io mi occupavo della parte tecnologica degli spettacoli. Partecipando a diverse riunioni e conoscendomi come uno smanettone fui anche incaricato di sviluppare una strategia digitale di comunicazione per un festival teatrale. Lì iniziò il mio studio con i social, partendo da Facebook. Riempivamo le gradinate portando la spesa per la comunicazione da migliaia di euro a poche centinaia.
Perché ti racconto queste cose?
Perché queste sono le basi, i prodromi per quella che è la mia attività odierna e che si basa proprio su 3 pilastri fondamentali: formazione, comunicazione e organizzazione tramite strumenti digitali.
FORMAZIONE
Da anni tengo, tra gli altri, corsi di formazione su
- Comunicazione Web
- Excel (questa è ancora un’eredità del primo corso del 2003, ma ancora richiestissimo)
- Uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale (che poi ha una sua versione anche in una conferenza di un’ora circa che tengo gratuitamente nelle associazioni o organizzazioni che vogliono dare un’infarinatura sull’argomento)
Spesso questi corsi sono finanziati da fondi, Regioni, Europa ecc… grazie ai buoni rapporti e alla rete che sono riuscito a costruirmi negli anni con agenzie formative e scuole professionali.
COMUNICAZIONE
Ovviamente non ho mai smesso di realizzare siti web, con una particolare attenzione alla possibilità del cliente di aggiornarsi in autonomia i contenuti.
In contemporanea creo strategie digitali basate su quattro passaggi per il raggiungimento di obiettivi prefissati
I quattro passaggi sono
- Il Brand: colori, storytelling, vesti grafiche, ovvero come dice uno più saggio di me: “Come parlano di te quando esci dalla stanza”
- Il Target: il pubblico che vuoi raggiungere
- La Community: non intesa come luogo fisico, ma come spazio liquido tra le varie piattaforme digitali a disposizione
- La Conversione: quando l’utente diventa cliente o quando l’utente compie un’azione che ci siamo prefissati ad inizio strategia.
Le strategie nel tempo possono cambiare, gli obiettivi, generalmente, no.
Per far questo mi avvalgo di molti strumenti che ho studiato negli anni e che spesso ho testato su di me.
Parlo di
- Social
- Blog
- Video
- Grafica
Ho due modalità di lavoro per le strategie digitali
- Affianco il cliente e lo porto ad ottimizzare le risorse interne o il team che già lo segue (digital guide)
- Realizzo io quanto pianificato
Ovviamente anche in questo ambito, negli anni, ho creato una rete di professionisti e agenzie che mi supportano.
Quando uso elementi esterni mi pongo come “direttore dei lavori” o più semplicemente faccio le veci del mio cliente arrivando da lei/lui con quanto avevamo prestabilito in fase di messa a terra della strategia.
ORGANIZZAZIONE
Come scritto qualche paragrafo più in alto, ho sempre mantenuto una parte del mio lavoro dedicato alla programmazione. Un po’ perché è il mio momento introspettivo, in cui mi chiudo nel mio ufficio, musica rilassante nelle casse e mi dedico a creare qualcosa “che funziona”, che va ad alleviare i compiti dei clienti o velocizzargli, schematizzargli, insomma organizzargli meglio la propria attività. E un po’ perché mi dicono che sono bravo (pat, pat)
Realizzo quello che viene chiamato in vario modo intranet, web app, soluzioni in cloud. Per capirci sono gestionali che si raggiungono tramite pagine web con una login e che possono svolgere diversi compiti, a seconda di cosa mi viene richiesto. Pensa che uno di questi compie a breve 20 anni e viene tutt’ora usato regolarmente. L’ho realizzato per una cooperativa e ovviamente nel corso degli anni è stato rimaneggiato, ricompilato, ripensato, ma mantiene il cuore iniziale. E ogni volta non c’è da stravolgere tutto perché è pensato a moduli.
L’ultima versione l’ho chiamata Franco e se vuoi vedere una demo, non hai che da chiedere.
CONCLUSIONE
Ho chiamato questo capitoletto conclusione, ma questo non è né la fine, né l’inizio di questa avventura, questo è il momento di darle un nome perché come diceva Umberto Eco dare il nome alle cose è un atto necessario per non impazzire di fronte alla complessità del mondo. Sì lo so che delle volte è anche un atto malinconico perché il nome sopravvive alla cosa ma non ne contiene la vita.
“Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.” (La rosa primigenia esiste in quanto nome, possediamo soltanto nudi nomi).
Ma qui di malinconico non c’è niente (sono già del segno del cancro e quindi ho la malinconia inside), ma questo post vuole essere un punto fermo nel tempo e nello spazio dove ho detto:
Materie Digitali esiste!


